Commento ad un munewari di Yokosuka Horihide

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Per questo articolo ho scelto un’immagine di un particolare lavoro di Horihide di Yokosuka.

Horihide di Yokosuka, il cui nome è Hideo Kakimoto, è un tatuatore anziano, non molto conosciuto da noi, ma uno di quelli che mi piace di piu’. Nasce a Tokyo nel 1929 e diventa un horishi a tutti gli effetti nel 1951 con il nome di Horihide. I suoi lavori sono molto precisi e puliti, solidi ed in perfetto bilanciamento con ogni elemento.

Questo suo progetto, che comprende Fujin e Raijin sulle braccia, con sfondo di nubi e fulmini, probabilmente è diventato munewari successivamente da delle shichibu (fukai hikae), chiuse con ascella katabori profonda, soluzione molto usata nel periodo Edo, ampliandolo poi con Karajishi e peonie. Tra l’altro si nota un particolare molto comune nell’horimono, la coppia di peonie ad ornare i capezzoli. Tutto ha un bel bilanciamento cromatico, ma la cosa che piu’ mi ha colpita è il munewari, per una cosa che non avevo mai visto… è stato lavorato, nella parte dove non arrivano gli sfondi, chiusi con botan mikiri, con dei matoi sparpagliati (matoi chirashi). Spesso mi è capitato di vedere chiusure con dei juzu (le notiamo anche sulle braccia di questo progetto) o con piccoli oggetti fortunati, ma questa originale soluzione è la prima volta.

Ricordo che il matoi è il vessillo delle brigate dei pompieri di Edo, 48 squadre in totale vegliavano sulla città.


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