Commento ad una Gobu di Horiyoshi I

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Poniamo l’attenzione su questa gobu, fukai hikae sul petto, eseguita da Shodai Horiyoshi.

Il braccio è stato lavorato con una koi che risale, tra i flutti d’acqua, le rapide Longmen, impresa che portata a termine finirà con la trasformazione del coraggioso pesce in uno splendido dragone. Capiamo il riferimento alla leggenda dagli elementi autunnali, le momiji sul petto.

Le imprecisioni del Sujibori (outline) ci mostrano che è stato fatto tutto a mano, ma la particolarità di questo pezzo, che mi ha portato a sceglierlo per un articolo, è il matsuba mikiri visibile nel bordo inferiore del petto, vicino all’ascella.Il matsuba mikiri presenta delle sottili linee parallele al verso della sfumatura, simulando gli aghi di pino, il nome infatti deriva da matsu, nome del pino giapponese.

Questa chiusura è completamente in disuso, un po’ come lo sfumato akebono mikiri, che si dissolve fino a confondersi con la pelle, una volta molto usato ed adesso scomparso, a dire il vero non completamente, perchè ho visto ultimamente qualche chiusura di questo dipo ad opera di pochi virtuosi tatuatori.

L’immagine che ho scelto per l’articolo è l’unica che ho trovato tra i vari libri ed è presente nel testo di Iizawa Tadasu, 原色日本刺靑大鑑


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