Il maestro Horiiwa e altri tatuatori fino ai primi anni del Meiji

Il periodo Meiji (明治時代 che va dal 23 ottobre 1868 al 30 luglio 1912), soprattutto nei suoi primi anni, ci ha regalato un periodo di forte sviluppo del tatuaggio in Giappone, nonostante il bando del governo.

Tra i maestri che hanno preceduto questa fioritura dell’ Horimono, ricordiamo i piu’ famosi Karakusa Gonta, molto abile nell’uso del rosso, Darumagane, che inizialmente lavorava come barbiere e famoso sia per l’abilita’ nel bokashi che per la straordinaria finezza dei dettagli dei suoi lavori, Charibun, attivo ad Asakusa, Yatsuhei, attivo vicino a Suiten Gu, tempio vicino a Chuo, Tokyo, Horitsuru, originariamente barbiere e Horiichi, il maestro di Shodai Horiuno, originariamente carpentiere, che divenne tatuatore all’inizio del periodo Meiji.

In quel periodo non esisteva il mestiere di tatuatore e non c’erano maestri per imparare a tatuare, quindi molti di coloro che decidevano di intraprendere il percorso di horishi, provenivano da lavori artistici. Per poter veder nascere il tatuatore come mestiere vero e proprio, dovremo aspettare il periodo Taisho (大正時代, dal 30 luglio 1912 al 25 dicembre 1926).

Il tatuaggio non era concepito come oggi, dove il tatuatore fa tutti gli step, dalla realizzazione del disegno fino al tatuaggio finito, ma era di uso comune che sketch e linee venirreso fatte da uno, bokashi da un altro ed una terza persona metteva il colore. All’epoca era prassi che qualcuno si tatuasse magari da Horiiwa, poi faceva fare da Darumagane il bokashi, per quale era molto rinomato e successivamente Karakusa Gonta applicava il rosso (cinabro). Questo spiega perche’ alcuni tatuatori erano specializzati su una cosa o su un altra.

Con il maestro Horiiwa pero’ si assiste ad un cambiamento, perche’ lui col tempo inizia a fare da solo tutti gli step del tatuaggio, cosa insolita per l’epoca.

Horiiwa era attivo ad Asakusa, originariamente incisore di blocchi per fare le stampe ukiyoe e disegnatore di aquiloni, lavorava in questo settore con il nome di Hankiiwa.

Per allenarsi, copiava disegni di aquiloni, disegni da blocchi per stampe etc… ed acquisi’ una grande abilita’, che gli torno’ successivamente utile per crearsi i propri sketch per i tatuaggi e, inizialmente, fu questa caratteristica a renderlo rinomato nell’ambiente.

Quale abile disegnatore, faceva molte figure umane tratte dalle ukiyoe, ma il suo stile era comunque particolare e fuori dall’ordinario.

Dal 10 al 15° anno del Meiji giunse ad un cambiamento, iniziando a compiere piu’ step di quelli che venivano solitamente fatti da altri horishi. Prima di tatuare faceva il disegno sulla pelle, poi ripassava facendo il sujibori e anche il bokashi, nel quale era molto abile.

Lo splendore e la bellezza dei suoi tatuaggi era rammentata anche da Horiuno II.

Tamabayashi ci racconta che non c’era bisogno di chiedere di Horiiwa alle persone, tutti lo conoscevano e lui stesso a circa 16/17 anni (24-25 del Meiji) inizio’ ad interessarsi al tatuaggio quando ne vide uno, fatto negli ultimi anni di vita del maestro, raffigurante il fantasma di Seigen che insegue Sakurahime.

Un pezzo che lo colpi’ particolarmente e che vide mentre era al Sentou, frequentato da molti tatuati, specialmente carpentieri.

Racconta, mentre descrive dettagliatamente il corpo di questo tatuato, che alla sua epoca il miglior tatuaggio del Giappone era quello di Horiiwa, e di come, dal 15° al 20° anno del Meiji il maestro abbia usato una tecnica nuova e particolare dove, sotto il rosso usava sfumare col nero.

Negli ultimi anni che hanno preceduto la morte del maestro Horiiwa, avvenuta il 26°anno del Meiji, erano attivi altri 3 tatuatori famosi ed abili, Kyuuta, che di distinse per l’abilita’ nel sujibori, Nekokichi abilissimo nel bokashi, entrambi allievi di Horiiwa, ed Horiatsu, bravissimo nell’uso del rosso.

Purtroppo (o per fortuna che Kunisada abbia deciso di fare questo lavoro) abbiamo solo questa testimonianza, oltre al racconto di Tamabayashi, dei lavori di Horiiwa.

La stampa deriva da un trittico del 1860, quindi si presuppone sia una delle opere fatte nei primi anni della carriera del maestro, e raffigura l’ attore Kawarasaki Gonjūrō I nelle vesti di un artigiano.

Si capisce che è un suo lavoro dalla firma (彫岩) e il fatto ci sia stata fatta probabilmente denota la raffigurazione fedele del tatuaggio da parte di Kunisada

kunisada

 


Costanza Brogi – Tutti i diritti riservati

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