Intervista a Alessio Ye Olde Man

3

Oltre la pelle: Alessio Ye Olde Man, lei è accusato di praticare il tatuaggio tradizionale europeo e di aiutare la ricerca culturale sul tatuaggio. Davanti a questa corte, cosa ha da dirci?

Alessio: Sono colpevole, e lo sono sempre stato!

Oltre la pelle : Inizi con le sue generalità

Alessio: Mi chiamo Alessio Salafia, classe 82, Palermo, detto Ye Olde Man, “il vecchio”, nell’antica lingua inglese

1

Oltre la pelle: E come è nata questa sua insana passione?

Alessio: Non ho studiato arte, vengo dalla strada. Ho mischiato un’istruzione classica con le regole apprese dalla vita. Iniziai a studiare antropologia, ed al corso di antropologia culturale seguii una parte monografica sul Ta Moko, il tatuaggio maori sul volto. Da li tutto ebbe inizio. Scesi in strada, conobbi vecchi punk di Palermo, e mi feci fare il primo tatuaggio: un tribale in puro stile anni 80 a soli 14 anni!

Oltre la pelle: E dal punk, come passò al tradizionale?

Alessio: Ebbi sempre una grande passione per la marineria, e i miei periodi trascorsi in Inghilterra mi portarono nel cuore della tradizione nautica del tatuaggio! L’antropologia fu solo la spinta.

Oltre la pelle: Che mi sa dire del tatuaggio in Sicilia?

Alessio: Nella mia terra, il tatuaggio fu a lungo un argomento vietato: mafia e religione non permettevano di “deturpare” il proprio corpo con disegni e tatuaggi. Chi ne aveva uno, o era in carcere ma fuori dalle logiche gerarchiche della mafia, o solamente marinai.

Oltre la pelle: Non ci sono nella mafia tatuaggi di grado?

Alessio: Ne di grado, ne di soprannome o corporazione. Almeno a Palermo.

2

Oltre la pelle: Eppure a Palermo vi sono persone anziane tatuate…come ce lo spiega?

Alessio: Semplice, o erano palermitani in carcere nel nord-Italia o nel Maghreb, o…

Oltre la pelle: O?

Alessio: O appartenevano ad una mafia dell’entroterra siculo! Li il tatuaggio esisteva, ed era vietatissimo da riprodurre e segreto. Una volta un mio amico mi chiese di interpretare un tatuaggio che aveva suo nonno: era un cobra che partiva dalla caviglia e arrivava, passando per coscia, natica e schiena, fino al collo dove lo mordeva. Al posto degli occhi, aveva due anelli, uno con un rubino e un altro con un brillante.

Oltre la pelle: E lei, riuscì ad interpretarlo?

Alessio: Si vostro onore! Per essere così grande quell’uomo sarebbe dovuto appartenere ad un alto rango mafioso. E così fu. E il cobra che mordeva al collo era simbolo di tradimento. E così fu. E gli anelli, rappresentavano il tradimento d’amore e l’onore della famiglia e….

5

Oltre la pelle: Abbiamo capito! E così fu! Lei è colpevole di aver tatuato un signore di 45 anni, inglese a Palermo! E’ vero ciò che si narra?

Alessio: Si, e ne sono orgoglioso. Eseguire un tatuaggio in pieno stile tradizionale, un tatuaggio di guerra per giunta mi riempì il cuore. Fu un teschio trafitto da un pugnale, con la scritta in italiano “Vivo e muoio per quello che ho”

Oltre la pelle: E’ chiaro che la sua pazzia e il suo ossessivo studio per questa pratica l’avrà portata da qualche parte.

Alessio: Sono un tatuatore nomade. Mi piace definirmi così. Ultimamente ho collaborato con Old Knife di Torino e l’Old Continent di Monterotondo

Oltre la pelle: E si fermerà?

Alessio: Mai! Inizierò un progetto itinerante con un mio caro fratello, Ciro Calì (Ciruzzo Hellectric). Presto sarò a Lisbona, per la convention! Sempre aperto a nuove collaborazioni, in giro per l’Italia!

6

Oltre la pelle: Per ora abbiamo finito, ma se avessimo bisogno di lei, dove potremmo trovarla?

Alessio: Su Facebook, vostro onore, come Alessio Ye Olde Man (https://www.facebook.com/alessio.oldeman) o per mail: alhead@hotmail.it

Oltre la pelle: La corte conferma le accuse: lei è completamente assuefatto da quella che lei chiama “tradizione”! La pena? Una vita di ricerca, folle e disperata, fra libri, tavole e inchiostri! Portatelo via!

Intervista a cura di “Oltre la pelle” per Tatuatori.com, frutto di una bella chiacchierata via skype, in attesa del fatidico incontro di persona! Buona Sorte!

Foto by  Maria Cristina Madera

Comments

comments

Leave a Reply